Fu il primo a nascere in Europa, agli inizi del '500, in seguito alle disposizioni del Governo della Serenissima che volevano gli ebrei confinati entro un'unica zona della città. Fu scelto il sestiere di Cannareggio con questi confini, rimasti immutati: a nord le fondamenta degli Ormesini, a sud il Canale di Cannareggio.
Agli ebrei fu proibito costruire oltre l'area a loro destinata: è per questo motivo che queste case sono più alte di quanto solitamente siano le case di Venezia.Tanto meno gli era permesso uscire dal proprio quartiere dopo il tramonto. I segni della segregazione si possono ancora individuare in alcuni punti di accesso al quartiere, per esempio nelle guardiole poste lateralmente al ponte di ferro sulle fondamenta degli Ormesini. Nel Ghetto 5 sono le sinagoghe e il Museo Ebraico, che conserva un'interessante raccolta di oggetti di culto, arredi sacri e codici (dal'600 all'800), organizza anche, a gruppi (meglio prenotare allo 041-715359), visite guidate agli edifici di culto.
Il quartiere ha case poco eleganti e in gran parte fatiscenti. Se ci capitate il venerdì sera scoprirete un'atmosfera insolita da quella che pervade il resto della città nello stesso momento: è il preludio al Shabbat, il sabato, il giorno dedicato alle celebrazioni. Il sabato nel calendario ebraico è da santificare (come si sa) con il riposo e la preghiera: e così le botteghe chiudono, le vie si svuotano e ovunque cala la pace. Qui, nel ghetto, gli abitanti sono circa 500, ma nel 1938 erano oltre 1.500: con la guerra furono in molti a non fare ritorno dai campi di concentramento. Se visitate il quartiere ebraico non dovete perdervi un ristorante per poter gustare le specialità tradizionali, il Gam-Gam, e due botteghe, Shalom Arte Ebraica ed un'altra, sita in Campo del Ghetto Novo, dove c'è un artigiano, davvero bravo, specializzato nel riprodurre e decorare con motivi ebraici il vetro.
