Gli itinerari per conoscere la vera Venezia

Il modo migliore per capire Venezia è quello di allontanarsi, non appena possibile, dalle zone centrali, che sono certamente importanti, e non si possono ignorare, ma che sono anche troppo affollate e, spesso, quasi invivibili. Allora è meglio lasciare il centro storico, dopo aver visitato i luoghi più celebri, e andare a perdersi nelle zone più nascoste della città. Sarà una piacevole sorpresa scoprire una Venezia silenziosa, poco frequentata, quasi sconosciuta. Uno di questi posti magici, di quelli amati da un autentico avventuriero come Corto Maltese, è San Pietro di Castello. Situata alla fine di Via Garibaldi, all'estremità orientale della città (vi si può arrivare a piedi percorrendo la Riva degli Schiavoni), fu anticamente la prima zona abitata della città : era fortificata e si chiamava Castel d'Olivolo. C'è una basilica importante, quella di San Pietro, che risale al 775 e che fu per moltissimi anni, fino al 1807, sede patriarcale, e proprio davanti c'è tuttora un bellissimo campo tutto d'erba, uno dei pochissimi rimasti in città. Il sestiere di Castello, insieme a quello di Cannaregio, è uno dei più popolati (e popolari) della città, dove la vita scorre ancora con i ritmi e i modi di una volta. Sempre a piedi, lungo il bordo esterno della città, si può risalire da San Pietro di Castello fino alla Madonna dell'Orto, un altro dei nascondigli degli avventurieri, degli artisti e degli ultimi veneziani. Ma ci si può arrivare, venendo dalla stazione, anche dal ponte delle Guglie. Superata, lungo la fondamenta dei Mori, la casa del Tintoretto, si giunge in un campo-sagrato che conserva l'originaria pavimentazione in mattoni a spina di pesce. Qui c'è la chiesa della Madonna dell'Orto (secolo XIV´), una delle più interessanti di Venezia, per i segni che porta del passaggio dal romanico al gotico e dal gotico al rinascimentale. All'interno, opere di Tintoretto (è sepolto con i figli in una cappella della chiesa), Palma il giovane, Cima da Conegliano. Poi bisogna passare dall'altra parte del canale, attraversare cioè il Canal Grande che taglia in due la città (e si può sempre andare a piedi per il ponte della Ferrovia), per arrivare in un'altra delle zone più tranquille e interessanti di Venezia, quella dell'Accademia. Sono due i punti di maggiore attrazione : campo Santa Margherita e la riva delle Zattere. Covo da sempre di artisti, poeti e pittori (vi si possono ancora incontrare personaggi come Vico De Luigi, Aldo Vianello, Aladino Lovato), campo S.Margherita, che è uno dei pochi ad avere gli alberi, è diventato negli ultimi tempi il ritrovo preferito dai giovani, specie di sera, quando nei piccoli caffè si fa musica dal vivo. La vicina fondamenta delle Zattere, invece, che guarda il canale della Giudecca, luminosissima, soleggiata, amata da Woody Allen (è una bellissima passeggiata percorrerla tutta a piedi), è una delle zone residenziali più esclusive della città, vi si trovano anche alcune piccole, deliziose pensioni. Ma tutto questo non basterebbe, comunque, per entrare nello spirito più autentico della città. Perciò è necessario prendere una barca, o almeno un vaporetto, e affrontare la laguna, il piccolo mare di 500 chilometri quadrati, punteggiato di isolette, che circonda Venezia. Due gli itinerari migliori : uno nella laguna nord, l'altro nella laguna sud. Il primo, che può partire dalle Fondamente Nuove, si snoda verso l'isoletta selvaggia delle Vignole, verso i campi coltivati di S.Erasmo (famosi i suoi ortaggi), verso i colori pastello delle case di Burano (celebri i suoi merletti e la cucina di pesce), verso i preziosi vetri di Murano, verso la quiete assoluta di San Francesco del Deserto, un'isoletta abitata solo dai frati del convento, dove c'è un pino secolare germogliato dal bastone del Santo, e dove i mezzi pubblici non arrivano. Nella laguna sud invece, dove si arriva (con vaporetto, autobus e ferry- boat) passando dall'isola del Lido, vale la pena fare una sosta nell'isola di Pellestrina, piccolo e fascinoso borgo di pescatori, affacciato sulla laguna da una parte e sul mare dall'altra).