Parlando di artigianato veneto non possiamo dimenticare le isolette di Murano e Burano.
I VETRI DI MURANO
Murano è da sempre l'isola del vetro. Lavorato dal 1921, fin da quando a Venezia erano vietate le fornaci per paura degli incendi.
La lavorazione del vetro è molto complessa, delle bacchette di vetro colorato sono riscaldate su una fiamma a circa 800°C. A questa temperatura il vetro si ammorbidisce, diventando una sostanza duttile e malleabile.
A questo punto il maestro vetraio inizia ad assegnargli la forma, che sarà poi dell'oggetto finito, con continue correzioni e aggiunte di vetro d'altri colori.
Ciascun oggetto va poi lasciato raffreddare, controllando che non si siano create spaccature, dovute alla tensione cui il vetro lavorato è sottoposto. Dopo di che il prodotto è finito.
Ancora oggi, in rio dei Vetrai, è possibile visitare le antiche case - laboratorio dei mastri vetrai.
Vi sono numerosissimi negozi che producono vetro soffiato per piatti, lampade colorate, vasi, e ancora pesci, uccelli e conchiglie tutte in vetro lavorato a mano.
I MERLETTI DI BURANO
L'artigianato veneziano non è solo vetro.
Nella laguna settentrionale si trova Burano. Quest'isoletta è ancora oggi abitata da una comunità di pescatori. Le case colorate, per tradizione dipinte dalle donne, servivano per far riconoscere ai pescatori la loro casa anche da lontano. Fin dal '500 Burano è legata all'arte del merletto. Avrete l'imbarazzo della scelta fra le tante botteghe artigianali della zona.
La produzione tipica locale è il merletto ad ago, con il cosiddetto "punto in aria". E' comunque usato anche il "tombolo", anche se originario di Chioggia.
L'arte del ricamo probabilmente morirà tra breve, assieme all'ultima generazione di merlettaie, a causa degli altissimi costi di produzione. Pensate che per una tovaglia in merletto sono necessari tre anni di lavoro di dieci operaie.
In questo momento esiste una scuola internazionale del merletto, ed un museo che conserva pezzi davvero pregevoli.
